I diritti degli studenti

•1 gennaio 2008 • Lascia un commento

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Conoscere la legge italiana per difendersi meglio

Diverse leggi dello Stato, tutelano i diritti degli studenti, diritti che vengono calpestati ed ignorati quotidianamente. Rivendicare i diritti che leggerete, prima che un atto di protesta, è richiedere il rispetto della legge.

Si farà riferimento al Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, noto come Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione (in corsivo gli estratti dalla normativa).

Articolo 12

Gli studenti della scuola secondaria superiore e i genitori degli alunni delle scuole di ogni ordine e grado hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola, secondo le modalità previste dai successivi articoli.

Articolo 14, comma 2

L’assemblea di istituto è convocata su richiesta della maggioranza del comitato studentesco di istituto o su richiesta del 10% degli studenti.

Diritto significa che l’assemblea non può essere negata, così come convocazione indica che l’assemblea non è una concessione che il preside possa dare o meno: essa va notificata al preside, con data e ordine del giorno ed in tempo utile, ed egli può rinviarla (a data ragionevole) per motivi di forza maggiore, od intervenire durante lo svolgimento “in caso di violazione del regolamento o in caso di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell’assemblea” (art. 44), ma non può assolutamente impedirne lo svolgimento.

Parimenti, nemmeno le ore dell’assemblea di classe sono delle richieste: la legge prevede che la firma dei docenti sia per presa visione, l’unico vincolo è il divieto di convocarla sempre lo stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico (art. 13, comma 6).

L’ordine del giorno delle assemblee di classe e di quelle d’istituto non può essere contestato, alterato o emendato in alcun modo da docenti o dal dirigente scolastico.

Inoltre alle assemblee di istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal consiglio d’istituto (art. 13, comma 6)

È consentito lo svolgimento di una assemblea di istituto ed una di classe al mese nel limite, la prima, delle ore di lezione di una giornata e, la seconda, di due ore (art. 13, comma 6).

Le assemblee di classe e d’istituto possono essere convocate tutti i mesi (settembre compreso) escluso l’ultimo (art. 13, comma 8).

Si farà riferimento allo Statuto degli studenti e delle studentesse, che è un Decreto del Presidente della Repubblica (n. 249 del 24 giugno 1998) ed in quanto tale legge dello Stato.

Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto. (Art. 4, comma 3)

Qui ci siamo limitati ad esporre alcuni punti nodali, ma esistono molte altre leggi riguardo i diritti degli studenti e che determinano con precisione in che termini debba concepirsi la scuola e l’insegnamento. Per informazioni contattate il Movimento degli Studenti in Lotta.

 

E-mail: studentiinlotta.bl@gmail.com

Sito internet: http://silbl.wordpress.com/

 

Giornata mondiale della mobilitazione studentesca

•9 novembre 2007 • Lascia un commento

Il 17 novembre in occasione della giornata mondiale della mobilitazione studentesca si svolgerà a Belluno una manifestazione contro la politica scolastica del governo.

Ci si incontrerà alla stazione di Belluno alle 9.00, seguirà un corteo fino alla sede della giunta provinciale.

Ecco il volantino, se vi invitiamo a scaricarlo (da qui) e a diffonderlo:

Dopo l’assemblea tenuta a Belluno il 12 ottobre scorso dal collettivo Studenti in Lotta (SiL) diverse realtà sono entrate in contatto e diversi studenti si sono uniti nel Movimento Studenti in Lotta (MSL). Il movimento è aperto a tutti ed invitiamo a contattarci chiunque voglia collaborare per organizzare la

 

manifestazione studentesca

del

17 novembre 2007

che si svolgerà in occasione della

GIORNATA MONDIALE DELLA MOBILITAZIONE STUDENTESCA

e verterà sui seguenti temi:

  • autonomia scolastica, che rende l’istruzione disomogenea nel Paese, penalizza le realtà piú povere e lascia le scuole a loro stesse;

  • trasformazione delle scuole in fondazioni, la quale obbligherà le scuole pubbliche a trovarsi “autonomamente” dei finanziatori privati, e le sottometterà ai loro interessi: l’obiettivo è una progressiva privatizzazione della scuola che renderà una buona istruzione privilegio per le famiglie benestanti;

  • dequalificazione degl’istituti tecnici con l’aumento delle ore di lavoro sottopagato (magari per i “generosi” finanziatori) in tirocinî e stage a scapito delle ore di cultura generale;

  • diminuzione dei finanziamenti pubblici alle scuole statali, che non hanno soldi per organizzare attività pomeridiane e sono costrette ad aumentare le “tasse scolastiche”, che gravano sulle famiglie meno abbienti e violano la Costituzione;

  • mancanza di fondi per l’edilizia scolastica che provoca situazioni di rischio come alle scuole scuole elementari Gabelli di Belluno, dove è crollato il soffitto;

  • aumento dei finanziamenti pubblici alle aziende scolastiche private, che violano anch’essi la Costituzione;

  • restaurazione degli esami di riparazione, che da un lato faranno semplificare ulteriormente i programmi per non aumentare troppo i ripetenti, e dall’altro permetteranno ad un singolo insegnante di decidere la bocciatura di un alunno;

  • mancanza di una riforma strutturale che incida profondamente sui veri problemi della scuola italiana.

 

Convocata manifestazione a Belluno

•6 ottobre 2007 • 1 commento

È stata convocata una manifestazione di protesta a Belluno

Clicca qui per scaricare il manifesto di convocazioneVolantino breve con un resoconto delle motivazioni che ci spingono a scendere in piazza

Volantino esteso con le motivazioni (è quello pubblicato in questo sito)

Stampalo e diffondilo se puoi!

Studenti: difendiamo la scuola pubblica

•5 ottobre 2007 • Lascia un commento

Le nostre scuole affondano nel degrado: acqua che entra dal tetto, muri che cadono a prezzi, banchi troppo piccoli, lavagne vecchie e rovinate, cartine geografiche medievali, fotocopie per uso didattico a pagamento in ormai molti istituti, tasse scolastiche sempre piú elevate…

Questo governo dimostra di non avere alcun interesse nel migliorare la scuola, ed anzi continua l’opera di distruzione attuata dai precedenti. Noi ci proponiamo di informare gli studenti, e di lottare per la difesa ed il miglioramento della scuola pubblica a prescindere da chi stia al governo.

Le politiche del governo:

  • La riforma Moratti non è stata cancellata come promesso, ma solo “congelata”;
  • i fondi per l’istruzione sono insufficienti e mentre le nostre scuole cadono a pezzi sono stati aumentati i finanziamenti per le scuole private;
  • i fondi per i viaggi d’istruzione sono scarsi ed i docenti non sono incentivati a parteciparvi;
  • gl’insegnanti continuano a non essere scelti per competenza, ma unicamente per anzianità;
  • l’autonomia scolastica crea discriminazioni tra gli studenti di una zona e quelli di un’altra;
  • aumenteranno gli alunni per classe: per gl’insegnanti sarà piú difficile seguire gli studenti, per gli studenti seguire le lezioni; diminuiranno gl’insegnanti di sostegno, già insufficienti e spesso privi di una preparazione specifica: i disabili non vengono considerati persone da aiutare, ma un peso;

Una scuola sottomessa agl’interessi del mondo economico.

Un decreto legge del 25/01/2007 introduce la possibilità per i privati (imprese, banche, etc..) di finanziare la scuole pubbliche, gli organi collegiali verranno stravolti con l’ingresso nel consiglio di istituto delle rappresentanze delle organizzazioni industriali e del mondo del lavoro:

  • le scuole si contenderanno alunni e finanziamenti, invece di pensare alla qualità dell’insegnamento;
  • le zone meno ricche saranno svantaggiate;
  • I poteri economici potranno ricattare le scuole minacciandole di revocare i finanziamenti: le aziende potranno condizionare la direzione didattica e le scuole dovranno piegarsi alle loro logiche: da sempre gli investimenti delle imprese sono finalizzati al profitto.

Questa è la scuola-azienda, sottomessa alle esigenza dell’imprenditoria, dell’industria e del mondo del lavoro, una scuola sempre piú orientata all’inserimento di un individuo ignorante negl’ingranaggi del processo produttivo invece che a dargli una visione ampia, critica, e consapevole della realtà.

La completa dequalificazione degl’istituti tecnici e di quelli professionali

Lo stesso decreto prescrive l’accorpamento degli istituti tecnici con quelli professionali, in cui verranno ridotte le ore di insegnamento per far posto ad ore di lavoro sottopagato in stage e tirocinî. Ci saranno dunque scuole di serie A: i “licei”, e scuole di serie B: gli istituti tecnico-professionali, che forniranno una preparazione esclusivamente pratica e del tutto insufficiente alla formazione culturale del cittadino e alla continuazione degli studî dopo il termine delle scuole superiori.

    Vengono reintrodotti gli esami di riparazione

  • Il mancato recupero di una singola insufficienza, anche lieve, porterà alla bocciatura.
  • Un singolo docente potrà cosí far bocciare un alunno, mentre i programmi verranno semplificati per evitare di bocciare troppi studenti.
  • Le attività di recupero saranno affidate a soggetti esterni: si sfruttano le difficoltà degli studenti per arricchire società private;
  • A farne le spese sarà chi non può permettersi costose lezioni private. Si dovrebbero invece istituire corsi di recupero estivi e assistenza pomeridiana durante l’anno scolastico sin dai gradi piú bassi dell’istruzione.

Le famiglie di classe sociale bassa, indirizzeranno i figli prevalentemente negl’istituti tecnico-professionali, mentre quelle benestanti manderanno i propri nei licei. Un ritorno ad una forte divisione classista, che negli ultimi anni si era attenuata.

 
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